Safa Ahmad

Safa Ahmad, 17 anni, ha vissuto in povertà, ma lavorava duramente per aiutare il suo popolo. Nonostante la sua giovane età aveva una straordinaria passione e un grande desiderio per un futuro migliore. Purtroppo, i criminali avvezzi all’uso delle armi che non sopportano persone ambiziose e orgogliose come Safa, lo hanno ucciso durante un litigio, e hanno cercato di fermare il seme della libertà.

Safa Ahmad (23 giugno 1997 – 27 luglio 2014) era uno studente dell’undicesima classe (corrispondente al nostro quarto anno di scuola superiore N.d.R.) e uno dei giovani attivisti del Partito della Solidarietà dell’Afghanistan (Hambastagi). Il Partito della solidarietà è in lutto ed esprime le sue condoglianze alla famiglia di Safa, ai suoi amici e a tutti i membri del partito per la scomparsa di un giovane indomito e consapevole, ed è deciso a trasformare il dolore in forza.

SPA protest against attacks on Gaza and Urgoon

In Afghanistan e in Palestina, il sangue degli innocenti scorre come un fiume in piena. Ogni giorno assistiamo ad atrocità indescrivibili. Senza alcun dubbio, ogni catastrofe di natura criminale nel mondo vede la firma di cannibali neo-colonialisti intenti a fare i loro sporchi interessi attraverso guerre e saccheggi. E in tutto ciò, il mondo cosiddetto ‘libero’ e ‘democratico’ rimane a guardare in silenzio le atrocità compiute da talebani e sionisti, fornendo loro armamenti e aiuti finanziari.

Da molti anni, la ‘Gaza’ Afghana e la Gaza palestinese - accomunate dallo stesso tragico destino - sono vittime delle continue cospirazioni delle potenze occidentali. Per questo ci rivolgiamo a tutti i popoli del mondo, affinché prendano consapevolezza di questo scempio e si mobilitino per fermare l’avanzata del fascismo e dei regimi criminali che stanno disseminando terrore e distruzione nel mondo - prima che sia troppo tardi.

AFGHANISTAN: BRUTALE REPRESSIONE DI UNA PROTESTA PACIFICA

“Le autorità afghane dovrebbero indagare gli arresti e le torture inflitte a pacifici manifestanti da parte delle forze di sicurezza a Kabul”, così ha dichiarato oggi Human Rights Watch. “Gli abusi sono stati effettuati per mettere a tacere ogni forma di pubblico dissenso contro il governo.”

Il 2 maggio 2013, centinaia di persone hanno partecipato ad una manifestazione nel quartiere del Cinema Pamir di Kabul, organizzata dal Partito della Solidarietà dell’Afghanistan, per protestare contro il fallimento del governo nel perseguire gli abusi dei signori della guerra, compresi quelli che sono ora al governo. Le forze di sicurezza hanno cercato di fermare la manifestazione – che pure era autorizzata – e hanno arrestato almeno nove persone. Sei di loro, come è stato appurato da Human Rights Watch, sono stati trattenuti in prigione per tre giorni, sono stati duramente picchiati con pugni, calci, e calci di fucile, mentre venivano interrogati sugli organizzatori della protesta.

CONDANNIAMO FERMAMENTE IL BRUTALE ATTACCO DELLE FORZE DI SICUREZZA E L’ARRESTO DI MANIFESTANTI SPA!

Chiediamo a tutti i democratici, a coloro che lottano per la giustizia, agli anti-fondamentalisti, di alzare la voce contro la violenza e il fascismo dell’odiato governo Karzai. Non dobbiamo consentire l’esistenza di un governo di criminali, in mano ai signori della guerra, che reprime ogni richiesta di libertà e di giustizia!

Il 2 maggio 2013, il Partito della Solidarietà dell’Afghanistan (SPA) ha organizzato una manifestazione di protesta a Kabul per denunciare due giorni tragici per il popolo afghano, il 27 aprile 1978 – invasione sovietica – e 28 aprile 1992 – quando i mujaheddin entrarono in Kabul. Volevamo che questa manifestazione si tenesse il 28 aprile, ma il governo afghano non ce lo ha permesso.

L’anno scorso, quando organizzammo la stessa manifestazione, la reazione dei signori della guerra afghani è stata violenta e il nostro partito ha affrontato la repressione del governo e del parlamento, hanno anche cercato di sospendere ufficialmente il nostro partito.

di protesta contro il governo afghano organizzata dal Partito della Solidarietà.

Il CISDA, Coordinamento Italiano a Sostegno delle Donne Afghane condanna fermamente la brutale repressione di una manifestazione pacifica di protesta contro il governo afghano organizzata dal Partito della Solidarietà.

Il 2 maggio 2013, il Partito della Solidarietà dell’Afghanistan (SPA) ha organizzato una manifestazione di protesta a Kabul per denunciare due giorni tragici per il popolo afghano, il 27 aprile 1978 – invasione sovietica – e 28 aprile 1992 – quando i mujaheddin entrarono in Kabul.

Si sono ripetuti i tragici fatti dello scorso anno quando le forze di sicurezza scatenarono una violenta repressione delle voci di protesta contro i signori della guerra nel Parlamento afghano e il Partito della Solidarietà venne sottoposto ad indagine pubblica. Solo grazie all’appoggio delle associazioni internazionali per i diritti civili, il Partito ha potuto evitare la sospensione ufficiale.

Kabul: bavaglio ai manifestanti nell'anniversario del colpo di stato

In occasione del 27 aprile (1978) anniversario del colpo di stato del Partito Democratico del Popolo contro Daud, e 28 aprile (1992) presa del potere di jihadisti e Alleanza del Nord, Hambastagi e altre componenti rivoluzionarie programmano nella capitale una manifestazione di memoria e protesta. Quest anno è stata duramente repressa.

Vietata nel giorno della ricorrenza; repressa la settimana seguente. E’ quanto ci racconta da Kabul il Partito della Solidarietà che, dopo intimidazioni e persecuzioni, è riuscito a postare sul web il resoconto di altri giorni neri. Non come le due date che ne ispirano ogni anno il corteo, ma secondo segnali agli antipodi della presunta tolleranza di Karzai. In occasione del 27 aprile (1978) anniversario del colpo di stato del Partito Democratico del Popolo contro Daud, e 28 aprile (1992) presa del potere di jihadisti e Alleanza del Nord, Hambastagi e altre componenti rivoluzionarie programmano nella capitale una manifestazione di memoria e protesta. Il governatore della provincia aveva proibito ogni assembramento rinviando tutto di una settimana. Quando il 2 maggio scorso gruppi di attivisti si sono dati appuntamento nella centrale piazza Cinema Pamir, hanno trovato ad attenderli oltre mille agenti in tenuta antisommossa. Ai dimostranti non era permesso di muoversi né di attraversare Maiwand Avenue dove i negozi erano stati fatti chiudere forzatamente.

8 march event

Dopo la manifestazione dell’8 marzo dedicata alla questione femminile ma con l’occhio sempre rivolto alla realtà del Paese – meeting che ha raccolto una delegazione di seicento persone rigorosamente al chiuso per ragioni di sicurezza - incontriamo alcuni dirigenti del partito Hambastagi in una delle sedi-appartamento nella periferia della capitale. La formazione politica è legale ma il livello di guardia é altissimo. L’establishment di governo cerca ogni pretesto, giuridico o generico, per ostacolarne l‘attività.

Un anno fa proprio uno dei giovani dirigenti presenti fu arrestato nel corso d’una protesta organizzata davanti al ministero dell’Interno; venne rilasciato dopo diverse settimane a seguito di un’ampia pressione politica internazionale. E non sono mancate aperte minacce ai militanti piu’ noti col preciso scopo di spezzare il rapporto che il partito cerca con la popolazione. Colpire la dirigenza e intimorire i simpatizzanti ha la finalita’ d’isolare questa forza democratica apertamente schierata contro Karzai e i suoi vice, Fahim e Khalili, noti ed efferati Warlords.

Festa delle donne inAfghanistan dove si lotta per restare vive

A Kabul non arriva la Primavera

BEN 1500 DONNE, ARRIVATE NELLA SALA DI UN HOTEL DIKABUL, DATUTTELE PROVINCEAFGHANE, CONOGNI MEZZO. ATTIVISTE E CITTADINE COMUNI, CHE SI STRINGONO, UNA ACCANTO ALL’ALTRA, CHE ASCOLTANO COMMOSSE, si abbracciano, condividono una giornata e un impegno per il futuro. Ci sono anche ibambini, nelle prime file, e molti uomini, al loro fianco.

Da festeggiare c’è poco. L’8marzo a Kabul, ha un forte significato di lotta e di denuncia perHambastagi, il Partito della Solidarietà, che ha organizzato venerdì scorso, un grande evento nellacapitale.

E non potrebbe essere altrimenti date le condizioni di violenza e ingiustizia in cui è costretta a vivere lamaggior parte delle donne afghane.

Un evento molto impegnativo per un partito con pochimezzi, che conta solo sui suoi aderenti e sulsostegno di movimenti democratici occidentali, che raggiunge nel paese più di 30.000 iscritti.

Articolo

Abbiamo 179 visitatori online