Safa non c’è più, ma il suo cammino non si fermerà!

Safa Ahmad

Safa Ahmad, 17 anni, ha vissuto in povertà, ma lavorava duramente per aiutare il suo popolo. Nonostante la sua giovane età aveva una straordinaria passione e un grande desiderio per un futuro migliore. Purtroppo, i criminali avvezzi all’uso delle armi che non sopportano persone ambiziose e orgogliose come Safa, lo hanno ucciso durante un litigio, e hanno cercato di fermare il seme della libertà.

Safa Ahmad (23 giugno 1997 – 27 luglio 2014) era uno studente dell’undicesima classe (corrispondente al nostro quarto anno di scuola superiore N.d.R.) e uno dei giovani attivisti del Partito della Solidarietà dell’Afghanistan (Hambastagi). Il Partito della solidarietà è in lutto ed esprime le sue condoglianze alla famiglia di Safa, ai suoi amici e a tutti i membri del partito per la scomparsa di un giovane indomito e consapevole, ed è deciso a trasformare il dolore in forza.

Safa Ahmad è nato nel villaggio di Haibatkhel, nel distretto di Saikhel della provincia di Parwan, da una famiglia povera il cui reddito era costituito dai prodotti agricoli ricavati da 1-2 ettari di terreno. Era ancora un bambino quando i talebani attaccarono con violenza la valle dello Shamili (a nord di Kabul); la famiglia di Safa cercò rifugio prima nella valle del Panshir, poi nel distretto di Tagab e infine a Nimruz (una provincia occidentale ai confini con l’Iran). La povertà e la condizione di profugo costrinsero Safa, insieme a suo fratello maggiore, a passare l’infanzia lavorando come venditore di bolani – un pane tradizionale afghano condito con verdure – per riuscire a guadagnare qualche soldo che consentisse alla sua famiglia di sopravvivere.

Safa in SPA demonstration
23 luglio 2014: Safa Ahmad durante la manifestazione di Hambastagi per la popolazione di Gaza e per Urgon.

Dopo la caduta del regime dei talebani la famiglia di Safa tornò al villaggio d’origine, nella speranza che arrivasse la pace, ma non è stato così. Una situazione di grande insicurezza, la casa distrutta e una campagna desolata resero la loro vita ancora una volta difficile.

Safa ricevette le pubblicazioni mensili di Hambastagi da un amico e le studiò, oltre ad appassionarsi ad altre letture politiche e sociali: Safa voleva cambiare le dure vite dei suoi compaesani attraverso una presa di coscienza politica. Dopo l’assassinio di Safa un suo amico ha trovato, tra le sue cose, i libri di scuola, le riviste mensili di Hambastagi e le memorie di Ashraf Dehghani, un prigioniero politico durante il regime dello Shah.

Safa era un giovane intelligente e intraprendente. Aveva parlato con il rappresentante di Hambastagi della sua provincia proponendosi di preparare alcune lezioni sui temi chiave riportati nelle pubblicazioni del partito; lui stesso si sarebbe proposto di proporle nel suo villaggio alle persone, agli studenti delle scuole e nelle moschee, per aiutarli a prendere coscienza. Aveva anche pensato di trasformare una stanza della casa della sua famiglia in una piccola biblioteca, che lui e altri giovani del villaggio potessero utilizzare. Sua madre ha detto che studiava sino a mezzanotte e che un giorno, prima della festa dell’Eid, il suo insegnante lo aveva chiamato per dirgli che era stato il migliore della classe nei test del primo quadrimestre.

Safa era molto attivo nelle diverse attività del partito e durante manifestazioni e proteste, a cui non mancava mai. In una recente manifestazione organizzata da Hambastagi per Gaza e per Urgon ha scritto a uno dei suoi compagni di partito:

“Ciao, arriverò tardi. Tieni un cartello per me, perché voglio essere in prima fila”.

Il 27 luglio 2014 Safa, con il padre e il fratello, stavano accompagnando la madre in ospedale quando un compaesano chiamato Raqib Sardar Khan e i suoi due fratelli, Fahim e Faiq, hanno sparato a Safa e a suo padre. Safa è stato ucciso da una pallottola di kalashnikov che gli è entrata nel collo. Suo padre Agha è stato ferito, ma è morto dopo 20 giorni in ospedale.

Safa's SMS
Cattura schermo di messaggio Safa.

Nel passato Raqib, l’assassino di Safa, è stato un comandante locale di Shura-e-Nezar (un’organizzazione fondata e controllata dal Ahmad Shah Massoud). I sette partiti fondamentalisti fondati in Pakistan e gli otto fondati in Iran hanno distribuito armi a tutti i delinquenti locali. Raqib, come altri signori della guerra, chiedeva il pizzo ai suoi compaesani e aveva sottratto le terre a quelli che vivevano a Kabul, adducendo la scusa che erano legati ai talebani. Raqib ha continuato con queste prepotenze fino a che lui e i suoi due fratelli non sono stati inseriti dalla polizia nazionale e di frontiera nei programmi di Disarmo, Smobilitazione e Reintegro (DDR) e Smantellamento dei gruppi armati illegali (DIAG).

Accanto alla casa di Raqib passa una strada che connette alcuni villaggi con la strada principale del distretto, strada che è stata costruita dal Piano di solidarietà nazionale (NSP). Questo criminale ha fatto sapere a tutti i compaesani che non avrebbe consentito ad alcun veicolo di attraversare quella strada e già in passato aveva avuto delle discussioni con la famiglia di Safa. Raqib era armato di kalashnikov e i suoi fratelli di pistole: hanno fermato la macchina che stava portando la mamma di Safa in ospedale ma, quando suo padre ha insistito per passare, i fratelli di Raqib gli hanno sparato con le pistole e Raqib ha ucciso Safa con il kalashnikov. Dopo aver commesso il crimine gli assassini sono scappati e si dice che ora siano protetti da un signore della guerra di Parwan.

Recentemente il team di Abdullah, in vista dell’annuncio dei risultati elettorali, ha distribuito tra le trenta e le cinquantamila armi a diversi criminali dei tre distretti di Parwan, tra cui Saidkhel perché voleva proclamare il suo governo alternativo. Lo scandalo era così palese che persino il governatore di Parwan, Basir Salangi, in una intervista a Tolo TV del 6 agosto 2014, non ha potuto negare la distribuzione delle armi e il conseguente aumento dell’insicurezza nella provincia.

I militanti di Hambastagi intendono continuare a seguire il cammino che Safa aveva intrapreso. Avremo la nostra rivincita sui lupi che continuano ad alimentare criminali come Raqib.

Per la memoria di Safa ci auguriamo di avere più sostenitori che seguano il suo cammino!

Safa Poster